E Adesso parliamo di Scorie

punto di vista

Si avvicina la data fatidica del Referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Sak Be – Circolo ARCI di Brolo si è impegnata attivamente per quelli che ritiene essere degli strumenti importantissimi di democrazia partecipata. Il 12 e 13 giugno quindi andiamo a votare ed a votare informati. Ecco un estratto dell’ultimo ARCI Report del 7 giugno 2011 sul problema delle scorie nucleari.

L’argomento ‘scorie’ è sempre sottaciuto da chi propugna il nucleare, quasi si trattasse di un dettaglio secondario. Invece basterebbe da solo a sconsigliarne l’uso. Le scorie nucleari sono costituite da materiali radioattivi solidi, liquidi o gassosi per i quali non è previsto alcun ulteriore uso, materiali entrati per via diretta o indiretta nel ciclo nucleare. C’è infatti una caratteristica che rende le centrali nucleari diverse dalle altre: tutti i componenti che hanno assorbito i flussi di neutroni che danno luogo alla reazione nucleare, e tutto ciò che è venuto a contatto con questi componenti ,diventano a loro volta radioattivi e perciò pericolosi. I rifiuti radioattivi sono classificati in base alla loro ‘attività’ radiologica e si distinguono in rifiuti di prima, seconda e terza categoria. La rispettiva attività va da qualche anno, a centinaia di anni, fino a centinaia di migliaia di anni. Nell’ultima categoria ricade il combustibile esaurito, che viene prima trattenuto in apposite piscine perchési raffreddi,  per poi essere conservato in depositi geologici definitivi (ma a tutt’oggi non ne esiste nemmeno uno, in tutto il mondo, riconosciuto come tale), che devono trovarsi in zone geologicamente stabili e assolutamente impermeabili a penetrazioni d’acqua. Il tempo di stoccaggio è compreso fra 300mila anni e 1 milione dianni. L’impossibilità di individuare siti adatti alla conservazione definitiva è evidente:  itempi richiesti per la messa in sicurezza sono superiori a quelli delle ere geologiche. Il risultato è che esistono nel mondo 1,2 milioni di tonnellate di uranio già utilizzato che non si sa dove mettere, al quale si aggiungono le altre 70mila tonnellate che vengono ogni anno consumate dalle centrali in attività. In Italia, a circa 25 anni dalla chiusura delle quattro centrali, le scorie sono ancora là: circa 625 tonnellate spedite all’estero per essere riprocessate e che torneranno qui come rifiuti radioattivi; 287 tonnellate tuttora immagazzinate ‘temporaneamente’ nelle piscine di Caorso,Saluggia e Trino Vercellese. E non c’è idea di che farne, nonostante le molte centinaia di milioni di euro spesi finora. L’unica via è liberarsi definitivamente del nucleare. Il 12 e 13 giugno lo possiamo fare.

(ARCI Report n.22 – 7 Giugno 2011 )

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