Sul nucleare in Italia è blackout informativo. Intanto Svizzera e Germania chiudono le centrali

punto di vista

Sak Be è attiva nelle campagne referendarie per il 12 e 13 giugno. Riportiamo un articolo tratto da Arcireport del 31 maggio su quello che succede in Giappone nel dopo Fukushima e sulle misure che si stanno adottando in altri paesi europei per far fronte al pericolo nucleare.

Molte cose stanno accadendo a Fukushima e nel mondo dell’energia nucleare, dopo la catastrofe dell’11 marzo, ma in Italia se ne parla troppo poco. Eppure in Europa si stanno prendendo decisioni importanti: in Svizzera lo scorso 26 maggio il governo di destra ha sancito la progressiva uscita del paese dal nucleare. Entro i prossimi 20 anni, i reattori in esercizio verranno spenti, e non nesaranno costruiti di nuovi. Il 6 giugno il Parlamento tedesco ratificherà la decisione ormai presa dalla cancelliera Merkel: entroil 2021 tutti i reattori cesseranno l’attività e ci sarà un massiccio investimento in energie rinnovabili e pulite. Sarà la prima grande potenza economica a dare un addio definitivo all’atomo. Intanto del Giappone non si parla più. Non si dice, ad esempio,che l’area di evacuazione intorno alla centrale di Fukushima-I è stata allargata, coinvolgendo altre 7000 persone che si aggiungono alle oltre 80mila già evacuate il giorno stesso della prima esplosione nei reattori.Vicino alla centrale il livello di radiazioni resta altissimo. Ci sono città vicine alla zona evacuata dove sono stati pescati pesci 30 volte più radioattivi del limite dilegge. Non ci è stato detto poi che tutte le bugie della Tepco sono ormai state smentite dai fatti. La società ha dovuto ammettere che in tutti e tre i reattori attivi nella centrale di Fukushima-I si è giunti alla fusione del combustibile nucleare. La novità è che tale fusione è praticamente integrale, visto che il livello dell’acqua residua di raffreddamento è disceso sotto il livello delle barre. La fusione è avvenuta tra le 60 e le 100 ore dopo il maremoto. Questo conferma l’enorme quantità di radionuclidi che da allora sono stati dispersi nell’ambiente e nel mare. In queste condizioni sarà molto difficile operare in futuro lo smantellamento dei reattori : il magma altamente radioattivo si è riversato sul fondo del contenitore, fondendo insieme con le strutture. Quell’impasto contiene radionuclidi attivi per decenni e altri,come il plutonio, per decine di millenni. Quando si raffredderà formerà una massa solida inavvicinabile, che emetterà radiazioni e corroderà il contenimento dei reattori. Inoltre, e anche questo non ci è stato detto, è confermata la probabile rottura del contenitore del reattore 1, con fuoriuscita di parte della lava radioattiva prodotta nella fusione del nocciolo. Nell’impossibilità di ripristinare il circuito di raffreddamento, continuano a ‘rinfrescare’  i reattori con getti di acqua dall’esterno. Ovviamente, essendo ormai le sostanze più tossiche e radioattive fuoriuscite dalle barre fuse, l’acqua ne risulta estremamente contaminata. In parte dovrebbe defluire in una apposita cisterna di stoccaggio, approntata per raccogliere quei reflui. Non ci hanno detto però che anche la cisterna si è bucata, e l’acqua radioattiva finisce nell’ambiente. In poco tempo, la corrente del Pacifico potrebbe portare l’acqua contaminata sulle coste americane. Tante, troppe cose sul nucleare non ci hanno detto.

(Arcireport , 31 maggio 2011)

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