Racket ed intimidazioni : noi non ci stiamo

comunicati

C2“Noi non ci stiamo e rifiutiamo fermamente che possa esistere la possibilità dell’idea che ciò che è successo sia normale o da sottovalutare”. In merito al tentativo di estorsione sventato un paio di giorni fa a Brolo, intendiamo quindi esprimere, oltre la solidarietà dovuta alle vittime di questo riprovevole avvenimento, il nostro fermo rifiuto alla turpe prospettiva di un territorio che si vuole debba convivere giocoforza con le logiche di prepotenza e sopraffazione, anticamera tipica dei fenomeni malavitosi. Quel che è successo a contrada Sirò supera enormemente la soglia di tolleranza per chi intende che sia fondamentale progredire pari passo nella sfera materiale ed in quella della dignità fatta di convivenza,  rispetto e giustizia.

Il nostro pensiero e la nostra vicinanza va quindi alle vittime dell’estorsione, agli imprenditori come ai lavoratori dello stabilimento, che dall’ignobile gesto potevano vedere leso il diritto al sostentamento delle proprie famiglie, quindi alle Forze dell’Ordine che con l’esercizio rigoroso della loro missione hanno evitato con anticipo  che si potessero porre sotto ricatto le esistenze di così tante persone.

Vicende come queste, in un periodo di recrudescenza del fenomeno mafioso e malavitoso, debbono convincerci a non abbassare la guardia in tema di legalità ed, anzi, a far mancare la terra sotto i piedi a questa vergogna. Sappiamo come iniziano e come si sviluppano questi fenomeni, sappiamo che la coscienza civile è essenziale per contenerli, vogliamo fermamente che siano debellati.

Il Direttivo di Sak Be – Circolo ARCI Brolo  

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