Convegno biomasse: Il punto di vista di Linda Marino

eventi & iniziative, punto di vista

convegno_biomasseSi è tenuto a Brolo, nella sala multimediale RITA ATRIA, la conferenza sul nesso utilizzo di Biomasse e Gestione dei Rifiuti organizzata dall’Associazione culturale SAK BE con la partecipazione di Legambiente.
Relatori: Salvatore Granata per Legambiente e Antonio Traviglia per la Sak Be oltre il contributo dei vari ospiti presenti in sala, tra gli altri, il rappresentante del comitato costituitosi nel vicino Comune di TORRENOVA, attualmente interessato dalla costruzione di tre impianti per la produzione di energia rinnovabile da biomasse.
Nel corso del convegno si è parlato di fonti di energia rinnovabile (tra cui le biomasse ovvero gli scarti biodegradabili, quali sottoprodotti agroforestale o la parte organica dei Rifiuti Solidi Urbani) e di impianto a biomasse: si tratta di una caldaia che sfrutta il calore prodotto dalla combustione della biomassa (combustibile secco) per la produzione di energia elettrica. Nelle centrali a “pirolisi e/o a gassificazione, la reazione chimica a “basse temperature” genera combustibili gassosi Synigas (in cui sono presenti metano, monossido di carbonio ed altri residui tra cui idrocarburi aromatici di tipo catramoso), liquidi (Olio di pirolisi) e solidi Char (una sorta di carbone molto sporco) che successivamente saranno sottoposti a combustione. Continua a leggere »

Accanto al Popolo Turco, accanto a Noi.

Mobilità internazionale, punto di vista

Istanbul_march_on_the_bridgeSi scambiano indicazioni logistiche, diffondono informazioni messe a tacere,  proclamano le nuove idee del 21° secolo, idee che per troppo tempo gli occidentali hanno preferito far finta di non vedere: sono i ragazzi di piazza Taksim ad Instanbul e molti li conosciamo avendo avuto modo di incontrarli in giro per l’Europa, da molti di loro leggiamo, in queste ore, la cronaca minuto per minuto di quella che è diventata una rivolta nel più vicino paese asiatico, e per ragioni geografiche e per ragioni culturali.

I fatti: il governo turco di Erdogan ha deciso che, al posto di Gezi Park accanto a piazza Taksim, uno degli ultimi polmoni verdi di Istanbul, debba essere costruito un enorme centro commerciale. La popolazione del quartiere non ci sta, sono gli stessi giovani che hanno visto il mondo a chiedere che uno spazio sociale non sia distrutto, e quindi si organizzano per manifestare affinchè non si verifichi quello scempio. La risposta del governo non si fa attendere e per giorni e giorni gli occupanti della piazza sono sottoposti a cariche a base di peperoncino, alle violenze delle forze dell’ordine, all’oscuramento mediatico. Nello stile delle ultime grandi rivolte, quindi, nasce #OccupyGezi perchè anche in Europa e nel Mondo si sappia che sul Bosforo si sta consumando una enorme violazione dei diritti umani. Continua a leggere »

Primo maggio ed altre sciocchezze

punto di vista

Erik Drooker May DayScrivere sul Primo Maggio e non cadere nell’imbuto della retorica, parlare di lavoro ed evitare la banalità dei tanti articoli fotocopia che si leggono nel giorno dei lavoratori: è questa la sfida per chi scrive e la difficoltà per chi vuol muovere una discussione. A ben vedere, però (e purtroppo) , la questione sta proprio nel fatto che “i soliti argomenti da Primo Maggio” sono stati centrifugati dalle logiche della ripetizione e della ripetitività e , nonostante l’importanza che dovrebbero ricoprire in quanto centrali nella vita di ciascuno, la Festa dei Lavoratori è diventata una giornata come tutte le altre.

Se avessimo chiesto ad un bracciante dei tempi del fascismo, quali fossero i problemi della sfera lavorativa di allora, questi, dopo essersi nascosto per evitare di essere ascoltato, avrebbe lamentato in segreto e a suo modo che la società in cui viveva aveva spostato enormi quantità di denaro dalle classi meno abbienti verso quelle ricche, avrebbe lamentato che, non paga della condizione di privilegio che già dà l’avere denaro, approfittava di titoli pseudo-nobiliari e di adesioni squadriste e violente, per affermare un principio odioso : non sono solo il responsabile della mia vita , ma sono anche il “padrone” della tua. Continua a leggere »

Acqua Pubblica – In nome della coerenza, l“obbedienza civile”

eventi & iniziative, punto di vista

A distanza di mesi dal successo referendario, in un clima politico totalmente mutato e col peso di una crisi sempre più gravoso, il principio secondo cui sull’acqua non deve farsi profitto è caduto nell’oblio, causa la mancata attuazione della volontà popolare resasi palese per mezzo dell’esito favorevole del voto dello scorso giugno.

I movimenti per l’acqua pubblica che hanno profuso il proprio impegno durante la campagna referendaria, sono dunque nuovamente in fermento.

Come in tutta Italia, anche a Brolo, si è svolto un importante incontro aperto alle amministrazioni del territorio nebroideo, alle associazioni ed ai partiti che nella primavera scorsa hanno contribuito a sensibilizzare i cittadini a dire no alla privatizzazione dell’acqua, nonché alla società civile, che con una percentuale estremamente chiara si è pronunciata a favore dell’acqua pubblica.

Obiettivo dell’incontro quello di porre nuovamente al centro dell’attenzione la problematica relativa alla privatizzazione di un bene primario, simbolo della battaglia per la vivibilità.

Sancita ufficialmente la vittoria referendaria, è stata abrogata la norma che consentiva ai gestori di caricare sulle bollette degli utenti anche la componente della “remunerazione del capitale investito, pari al 7% della sommatoria degli investimenti effettuati nel periodo di affidamento al netto degli ammortamenti che, nella generalità dei casi, incide sulle bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del gestore, fra il 10% e il 20%. Continua a leggere »

L’Italia sono anch’io: educare alla cittadinanza

punto di vista

Parlare di diritti significa affrontare questioni delicatissime, perché vuol dire parlare di persone. Allora non vengono in rilievo soltanto i diritti della persona, ma tutti i principi che costituiscono (o dovrebbero costituire) il fondamento basale della società e, in particolare, di una società che riconosca la centralità della persona.

Il labirinto di riferimenti normativi e dichiarazioni di principi può rivelarsi quanto mai insidioso ed a volte far smarrire, senza possibilità di recupero, la via principale. La necessità di una guida si rende dunque quanto mai pressante e sebbene apparentemente sia difficile da identificare, essa è lì da decenni, fissa nella rigidità del suo “nocciolo duro” di principi alti ed inviolabili. Parlando di diritti e di persone, non possiamo non riferirci alla Costituzione.

L’art. 3 stabilisce il principio d’uguaglianza formale e sostanziale, dovendosi lo Stato impegnare nel rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento. Nei confronti di milioni di stranieri questo principio è disatteso.

La percentuale di persone di origine straniera che oggi vive in Italia è pari all’8% dell’intera popolazione. Di questi, un quinto sono bambini e ragazzi.

Nati per la maggior parte nel nostro Paese, si vedono riconosciuto il diritto a chiedere la cittadinanza italiana soltanto al raggiungimento della maggiore età. Insieme alle loro famiglie, si trovano innanzi solo barriere insormontabili ed ingiustificate: prima fra tutte, quella odiosa del pregiudizio, fonte di discriminazione, disuguaglianza e persecuzioni.

L’inadeguatezza delle istituzioni si è palesata nelle enormi lacune normative. L’inadeguatezza della società, nel disinteresse. L’Italia ha fatto da palcoscenico alla tragedia del mare che la bagna, speranza e sventura dei popoli migranti. Una parte d’Italia si è resa protagonista di una tragedia ideologica, contro ogni affermazione di uguaglianza e solidarietà, propugnando la politica del respingimento ed alimentando spinte xenofobe.

A partire dal mese di settembre, è iniziata, nel nostro Paese, la raccolta firme per portare in Parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare per i diritti di cittadinanza ed il diritto di voto. La campagna “l’Italia sono anch’io” è stata promossa da una nutrita schiera di organizzazioni tra cui Acli, Caritas, Fondazione Migrantes, Centro Astalli, Arci, Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione), Emmaus Italia, Federazione delle Chiese evangeliche, Lunaria, Razzismo Brutta Storia, Rete G2 (Seconde Generazioni), Sei Ugl, la Tavola della Pace, Terra del Fuoco, l’editore Carlo Feltrinelli e il sindaco di Reggio Emilia, presidente del comitato proponente.

Le due proposte di legge vogliono innanzitutto attribuire un ruolo di primario rilievo allo jus soli , cioè al diritto di acquisire la cittadinanza in base al luogo in cui si nasce e non in base alla discendenza di sangue. La cittadinanza viene a definirsi quale diritto soggettivo e legittima aspirazione delle persone a partecipare a pieno titolo alla vita della comunità e della città, dopo un periodo di soggiorno legale sul territorio ed in tempi ragionevoli. Inoltre, attraverso il riconoscimento del diritto di voto amministrativo per chi risiede per un periodo congruo ( 5 anni ), si elimina un’ingiustizia che rischia di minare il principio del suffragio universale a livello territoriale.

Anche l’associazione di promozione culturale circolo ARCI Sak Be fornisce il proprio contributo alla campagna.

Si è già svolta una giornata di raccolta firme, ma l’attività di sensibilizzazione continuerà nelle settimane successive.

L’uguaglianza è realizzabile e l’abbattimento dei pregiudizi è possibile. Occorrono l’attenzione e la partecipazione di tutti per realizzare una società “giusta”.

Bisogna “educare alla cittadinanza”.

Sara Marino Merlo

La Marcia per la Pace compie 50 anni

punto di vista

Partirà il 25 settembre alle 9, dai Giardini del Frontone di Perugia, come è tradizione, la Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli giunta quest’anno alla sua cinquantesima edizione. La prima risale infatti al 24 settembre del 1961, organizzata da Aldo Capitini, tra i primi in Italia a cogliere e teorizzare il pensiero non violento gandhiano.
In quell’occasione venne per la prima volta utilizzata la Bandiera della pace, simbolo dell’opposizione nonviolenta a tutte le guerre.
Capitini descrisse così l’esperienza della marcia «Aver mostrato che il pacifismo, che la nonviolenza, non sono inerte e passiva accettazione dei mali esistenti, ma sono attivi e in lotta, con un proprio metodo che non lascia un momento di sosta nelle solidarietà che suscita e nelle proteste, nelle denunce aperte, è un grande risultato della Marcia». In questi 50 anni si è sedimentata in Italia e nel mondo una cultura che rifiuta la soluzione armata dei conflitti, che si batte per l’affermazione dei diritti umani, che ha teorizzato e sperimentato pratiche di resistenza nonviolenta, di interposizione pacifica, di solidarietà attiva. L’articolo che pubblichiamo di seguito ne rappresenta una testimonianza. Ma questo è anche l’anno del 150° dell’unità di Italia: due anniversari che, con le dovute differenze, ci dicono quanto l’impegno della società civile sia stato e sia fondamentale per costruire democrazia, comunità, progresso sociale e civile.

Guerre, terrorismo: mai più
Democrazia, diritti, giustizia in tutto il mondo

(Articolo di Tom Benetollo e Raffaella Bolini, 8 ottobre 2001)

Sono giorni drammatici, in cui c’è giustamente grande allarme fra i cittadini. L’attacco terroristico alle Twin Towers ha profondamente colpito tutti. Questo crimine contro l’umanità ha posto, in modo sconvolgente l’esigenza di operare contro il terrorismo, in tutte le sue forme. Una lotta che ha contenuti ideali, morali e politici fondamentali per costruire una civiltà degna di questo nome. Una lotta a 360 gradi. L’Onu si è espressa con chiarezza. Ma il passo compiuto in queste ore – con i bombardamenti in Afghanistan – va nella direzione sbagliata. È un errore politico. Un’azione di polizia internazionale può agirla solo l’Onu, e comunque non include azioni di bombardamento. Cosa è allora quello che sta avvenendo? Continua a leggere »

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