Noi stiamo con la Sposa.

comunicati, eventi & iniziative

Io sto con la sposa

Un matrimonio e l’idea di un viaggio per raggiungere il Nord Europa attraverso i confini di sei nazioni, percorrendo migliaia di chilometri. Quattro giorni da profughi in una terra, l’Europa, che a parole rifiuta questa condizione. Dal segreto della clandestinità agli onori pubblici tributati a livello internazionale. Un viaggio fatto di viaggi e che parla di tantissimi altri viaggi.
“Io sto con la sposa” è un esperimento di comunicazione iniziato nell’ottobre 2013 con l’idea di realizzare un cortometraggio che permettesse di toccare con mano la condizione di perenne incertezza vissuta dai profughi migranti che fuggono dai loro luoghi natali per abbracciare la condizione d’incertezza di chi non ha casa ed è nomade per necessità. Che l’idea abbia avuto successo lo stanno a testimoniare la campagna di crowfunding (2617 “produttori dal basso” su indiegogo) prima, le migliaia di proiezioni in mezza Europa poi e di recente la nomination per il David di Donatello 2015.
Troppo spesso, infatti, ci si trova ad aver a che fare con improvvisati opinionisti che, pur non avendo una cognizione concreta del problema, si ergono a giudici delle esistenze dei disperati che giornalmente migrano nella speranza di un futuro. La visione del film è, pertanto, un pugno al cuore che permette di focalizzarsi sul problema con più coscienza.
Un colpo emozionale di forte intensità, quindi, se è vero che, dopo aver visto il film, l’associazione Sak Be, il Circolo Qua Jetri ed il Forum Dei Giovani di Capo d’Orlando hanno sentito la necessità di condividerlo con una comunità più grande. E’ per questo che martedì 26 maggio alle ore 21,30 in Via Querini a Capo d’Orlando verrà proiettato per la prima volta in provincia di Messina (le uniche altre proiezioni si sono tenute in città). Perchè l’emozione diventi opinione.

Info : http://www.iostoconlasposa.com

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III Premio Letterario “La Capannina”: nella categoria “racconto breve” vince “I Need You” di Maria Natalia Iiriti – ecco il testo completo

eventi & iniziative

Premio letterario la CapanninaIl Premio Letterario “La Capannina”, per cui la nostra associazione si spende sin dalla nascita nell’organizzazione, è giunto quest’anno alla terza edizione. Durante la premiazione, svoltasi a Gliaca di Piraino il 25 agosto, sono stati riconosciuti vincenti il libro “I racconti di Nonno Ross” di Mimmo Molica Colella, per la categoria “romanzo”, ed Armando Piscioneri per la migliore “epistola”. Per quanto riguarda invece la categoria “racconto breve” il premio è andato a Maria Natalia Iiriti con il suo “I Need You”. Viste le tematiche ed il messaggio, in cui ci riconosciamo, abbiamo il piacere di pubblicarlo integralmente.

I NEED YOU di Maria Natalia Iiriti

Il ticchettio delle dita sui tasti era l’unico rumore che accompagnava il suo lavoro. Intorno, il silenzio della notte che si fa da parte per accogliere il giorno. L’articolo era quasi finito. Margherita appoggiò i gomiti sul tavolo della cucina e allungò gli occhi verso la tazzina vuota e fredda. Le quattro del mattino: un altro caffè era proprio quello che ci voleva. Mentre la moka si riempiva di inchiostro aromatico, Margherita controllò la sua casella di posta elettronica. C’era solo un nuovo messaggio, spedito qualche minuto prima dall’altra parte del mondo. “I need you”.
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9 maggio: “Con le idee e il coraggio di peppino noi continuiamo!”

comunicati

LoggiaIl 9 maggio del 1978 a Cinisi(PA) l’attivista politico Peppino Impastato veniva ucciso dalla mafia. L’Associazione SAK BE, Circolo ARCI di Brolo, da sempre sensibile alla tematica, tanto da essersi adoperata quattro anni fa per la costruzione di un monumento sul Lungomare di Brolo, ha deciso anche quest’anno di portare avanti delle iniziative per onorarne la memoria.

Già da stamattina alcuni componenti dell’Associazione sono in giro per gli istituti scolastici del paese per raccogliere in post-it i pensieri dei più giovani sul tema della legalità e della convivenza civile e poterli depositare pomeriggio alle 16,00 presso il monumento.

All’iniziativa di commemorazione saranno presenti i 5 candidati Sindaco per le vicine Amministrative, i quali, a loro volta, manifesteranno con un pensiero lasciato in altri post-it la promessa dell’impegno contro le mafie per quel che concerne la loro possibile futura amministrazione.

Teniamo a precisare che quest’anno, a differenza di quanto avvenuto negli anni passati, è stato scelto esplicitamente di tenere toni bassi, dal momento che la comunità sta vivendo un momento delicato della propria vita civile e visto che il monumento è stato strumentalizzato già in periodo pre-elettorale. La presenza di tutti e cinque i candidati è, quindi, a nostro avviso, il modo migliore per evitare che qualcuno metta il “cappello” su tematiche che dovrebbero unire tutti i gruppi politici ed un’occasione perché non si dimentichi, soprattutto in un momento in cui l’attenzione è elevata, che la nostra terra è tanto bella , ma allo stesso tempo tanto maledetta, e che può essere migliorata laddove non si abbassi la guardia della vigilanza politica e civile.

IL DIRETTIVO DI SAK BE

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SAK BE: Si dimette il nostro presidente

organizzazione interna

gammeriRiceviamo e pubblichiamo la comunicazione giunta quest’oggi ai membri del direttivo dell’associazione per darne diffusione agli associati:

Cari associati (ma preferisco compagni di viaggio),

sin dal momento del mio insediamento ho giurato a me stesso che qualora un giorno, per qualunque ragione, avessi ritenuto la mia persona non più in grado di rappresentarvi, non avrei esitato a passare la mano.

Quel giorno purtroppo è arrivato.

Il senso di responsabilità, l’affetto e la stima profonda che provo nei vostri confronti m’impongono oggi di essere consequenziale, e di rassegnare, prima della scadenza naturale del mandato, le mie dimissioni irrevocabili e con effetto immediato dalla carica di Presidente di questa associazione.

Il nostro paese vive un momento difficile. Tra qualche mese le associazioni tutte saranno chiamate a svolgere un ruolo importante: ricucire il tessuto sociale, dialogare, ricostruire insieme. Serviranno idee e forze nuove; energie, queste, che io al momento so di non avere.

Rimarrò a disposizione, come sempre, anche se in disparte.

Sento l’urgenza di scelte che vanno fatte, cambi di rotta che non possono più attendere.

Rappresentarvi è stato un grande onore. Spero di averlo fatto con dignità.

Oltre che a voi, il mio GRAZIE va a coloro i quali, in questi anni, a vario titolo, hanno contribuito insieme a noi a scrivere pagine straordinarie di questa bella storia che si chiama e continuerà a chiamarsi Sak Be.

Pier

I membri del direttivo ringraziano il presidente per l’impegno profuso in questi anni, pur rinviando la discussione e le considerazioni alla prossima riunione che si terrà passate le festività pasquali.
Con l’occasione si augura ai soci ed ai simpatizzanti di passare una serena Pasqua.

sakbe

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Pierluigi Gammeri risponde a Sonny Foschino

comunicati

gammeriIn riferimento al Vostro elegante articolo “IMPASTATO VI PRENDEREBBE A CALCI IN CULO” mi sia concesso fare qualche precisazione. Scrivo, mi preme dirlo, solo in ragione del fatto di essere stato, insieme alla mia associazione, da Voi direttamente chiamato in causa.

Pertanto, limiterò l’intervento ai soli punti che mi riguardano.

Aggiungo che, se in giro l’aria fosse più respirabile, avrei lasciato correre.

Comincio col dire, in riferimento alla Loggia dei Poeti, che mi sfugge, dal Vostro post, il corrispettivo in lingua italiana della seguente frase: “patrocinata per commissione della stessa Amministrazione Messina”.

A riguardo, mi è d’obbligo far presente che il monumento fu da noi proposto all’ allora Amministrazione Comunale.

Con chi avremmo dovuto interfacciarci se non con l’Ente? A chi avremmo dovuto sottoporre la nostra idea? C’erano altri possibili interlocutori? E’ stata forse una colpa l’esserci confrontati con chi amministrava? Noi non gestiamo la Cosa Pubblica. Siamo un’associazione. Noi lavoriamo con la gente. Su questo siamo tenuti a rispondere. Intendiamo continuare a farlo collaborando e offrendo spunti a qualunque Amministrazione futura che intenderà giovarsi del nostro contributo free. Questo abbiamo da offrire.

Per la Loggia dei Poeti non ci fu alcuna “commissione”. La SAK BE curò gratuitamente il progetto affidandolo all’Ente che si occupò di realizzarlo curando i rapporti con artigiani e fornitori. Ma questo l’associazione Impastato lo sa bene, in quanto partecipò fattivamente e con impegno alle attività legate all’inaugurazione del monumento e seguì da vicino, insieme a noi, tutte le fasi successive. Ritenemmo infatti giusto, come abbiamo del resto sempre fatto, coinvolgere quanto più possibile tutta la comunità, le scuole, le associazioni, gli amministratori.

 Detto ciò, mi sia concesso spendere qualche parola sulle Vostre considerazioni di carattere estetico.

Il Sindaco in persona, all’epoca dei fatti, tentò invano di ingaggiare Renzo Piano per redigere il progetto dell’opera, ma un destino cinico e baro, in quel periodo, volle l’archistar impegnata a Londra nella progettazione della Shard Bridge, il grattacielo più alto d’Europa. Inoltre Piano ci fece sapere di pretendere addirittura un compenso; noi, come associazione, tenevamo al fatto che, almeno la progettazione, fosse gratuita, perchè gravasse il meno possibile sulle casse comunali. Piano non ne volle sapere e, nostro malgrado, fummo costretti a rinunciare alla firma del prestigioso architetto. Serviva qualcuno che facesse una proposta gratis e in tempi brevi. Lo chiesero a me, e per senso civico non seppi sottrarmi. Chiedo venia e mi dolgo del fatto che non piaccia all’amico Foschino.

dadaSono inoltre felice del fatto che il monumento sia diventato una sorta di “bacheca pop”.. posizionare una carriola di letame è stato un gesto degno della migliore avanguardia dadaista. Credo che l’autore fosse totalmente inconsapevole della finezza estetica della sua installazione. Ma questa è un’altra storia. Un luogo vivo, che respira, è una gran bella cosa. Del resto è accaduto anche Roma, a due passi da piazza Navona (ci siete mai stati?), dove c’è la famosa statua di Pasquino che nei secoli ha ospitato l’affissione dei pizzini di protesta di una intera comunità.

Su questo punto metto adesso da parte l’ironia, nella certezza di non avere usato toni offensivi, anche perchè non è mio costume farlo.

Vorrei solo aggiungere, se posso permettermi, che, nel Vostro articolo, temo si faccia un po di confusione tra architettura e arte contemporanea. Sono due cose profondamente diverse sia da un punto di vista strettamente epistemologico, che formale.

Come avrebbe mai potuto il mecenate Antonio Presti erigere a simbolo d’arte contemporanea la definizione di un luogo che, in termini formali, è uno spazio architettonico? Ma… a proposito di Antonio Presti -cui mi lega da tempo un rapporto di amicizia sincera e stima reciproca- …per amor di verità, vorrei riportare esattamente le osservazioni che esternò come è solito fare.

Presti dixit:

Io avrei usato altre forme, non il cubo. Il cubo offende il mare e so che tu hai molto rispetto per il mare. Inoltre il grès è un rivestimento da architetti. Un artista avrebbe utilizzato un altro materiale per la pavimentazione. E poi i versi di Danilo Dolci avresti potuto scriverli lungo tutto il muretto, per la lunghezza di cento passi” – e aggiunse sorridendo – “Niente, tu puoi fare solo l’architetto, l’artista fallo fare a me”. Io risposi: “Antonio, io questo vorrei fare: l’architetto” e lui concluse “allora affidiamo il disegno degli spazi pubblici agli artisti, non agli architetti, oppure voi architetti imparate a dialogare di più con l’arte.”

Poi andammo a prendere un aperitivo insieme a Gioiosa Marea.

Al testo nudo della discussione aggiungo solo che fu uno scambio confidenziale di idee, come spesso accade quando ci incontriamo. Nel corso degli anni, ho fatto tesoro degli incontri con Antonio al suo Atelier. Ho molto imparato da lui in tutti i settori. Dall’estetica, alla filosofia, all’arte. Non mi vergogno a dirlo. Del resto, chi mi conosce lo sa bene, amo circondarmi di gente migliore di me.

Sarei poi curioso di conoscere il nome e cognome del soggetto “che simpatizza sia per Mussolini che per Che Guevara” a cui si fa riferimento nel vostro articolo. Non potendo ovviamente trattarsi di me, non fosse altro che per il primo personaggio storico. Ma questa rimane una mia personale curiosità.

Mi sono già dilungato abbastanza, e non vorrei che per voi la lettura risultasse noiosa.

Mi permetto, e concludo, di fare una mia personale osservazione sul momento che sta vivendo adesso il nostro paese.

Non posso che dirmi molto amareggiato per i toni utilizzati da molti, sia negli interventi pubblici che per la strada. Per la ritrosia di alcuni verso un più dignitoso silenzio. Non si gioca col fango. Perchè col fango è difficile prendere bene la mira, e si rischia di sporcare chi non c’entra nulla.

Le associazioni sono linfa vitale. Sono il milieu creativo di una comunità. Dovrebbero confrontarsi. Dialogare. Non alimentare odio e rancore. La mia è una stretta di mano ma anche un invito gentile ai miei concittadini. L’unico che mi senta in diritto di fare.

Vi ringrazio per la foto utilizzata nell’articolo. E’ una di quelle più eleganti che ho.

Ascia ti seppellisco. Mano ti stringo. Sonny ti saluto. Brolo je t’aime.

Cordiali Saluti

Pierluigi Gammeri

(presidente di SAK BE)

 

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COMUNICATO

comunicati

brolo1

L’associazione SAK BE, in merito ai gravi e inquietanti illeciti inerenti il Comune di Brolo, ed attualmente al vaglio della magistratura, esprime, senza appello, sconcerto e indignazione.

Da sempre al servizio della comunità, non in vesti politiche ma sociali, tra le altre cose, abbiamo promosso con ostinazione valori di legalità e civiltà attraverso iniziative di ogni genere, insieme agli studenti delle scuole, insieme agli insegnanti, insieme alle istituzioni. Questo fa male ancor di più perchè ha il gusto amaro della beffa. Offende. Tradisce. Avvilisce. Calpesta e, in qualche modo, vanifica lo sforzo di tanti ragazzi, il valore di tante belle iniziative.

Forte è il senso di sfiducia, ma non tale da pensare che questo paese non abbia in se, nel suo patrimonio umano, la forza di ricostruire sulle macerie.

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